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Tribal Fusion: evoluzione della danza Orientale

Per capire le origini e la formazione della Tribal Fusion si deve arrivare al 1967 a San Francisco quando Jamila Salimpour  codifica e definisce i movimenti utilizzati nella

danza orientale in America. Successivamente fonda il gruppo Bal Abat, di cui fa parte la sua allieva Macha Archer, ispirato allo stile delle zingare egiziane Ghawazee. Maha Archer continua il lavoro di sperimentazione ed avanguardia, ispirando a sua volta la sua allieva Caroleena Nericcio, che fonda negli anni ’80 l’American Tribal Style (ATS). Caroleena arricchisce i movimenti codificati da Jamila con elementi e postura presi dal flamenco e dalla danza indiana e introduce la vera innovazione: un linguaggio corporeo che permette una improvvisazione guidata tra più danzatrici. Una delle pioniere dell’ATS fu Jill Parker che viene considerata la mamma della Tribal Fusion: infatti nel 1996 fonda la prima compagnia Tribal Fusion, le Ultra Gipsy, di cui fanno parte quelle che saranno considerate i caposaldi della Tribal Fusion (Rachel Brice, Sharon Kihara, Mardi Love, lady Fred, Rose Harden).

La Tribal Fusion porta la danza orientale ad un nuovo livello, con una maggiore segmentazione del corpo e del tono muscolare. La danzatrice sperimenta nuove energie, nuovi costumi e differenti stili di musica, come l’elettronica, l’indie, dubstep e drum’n’bass, la musica indiana, gothic e rock, ma soprattutto fonde alla danza orientale diversi stili di danze ( l’hip hop, il popping, la danza indiana, la hula hawaiana, il flamenco e la danza contemporanea). Quello che ne risulta è una visione totalmente diversa della danzatrice orientale, tanto da sembrare alcune volte androgina, aliena o con un anima gotica.

Insegnante Cristina Di Venanzio


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